Ipovisione

Cos’è l’ipovisione?

Per ipovisione si intende una particolare condizione causata da una minorazione visiva centrale, periferica oppure mista che, non potendo essere corretta con trattamenti medici o occhiali convenzionali, compromette lo svolgimento di normali attività della vita quotidiana della persona, limitandone la sfera sociale, privata e lavorativa.

Principali cause che possono portare una persona ad essere ipovedente

La causa può essere congenita, oppure comparire in età giovanile o adulta con eziologia patologica (miopia degenerativa, retinopatia, uveiti, glaucoma, degenerazione maculare legata all’età o giovanile, ecc..).

La degenerazione maculare senile è una malattia legata all’invecchiamento che colpisce la macula, ossia la porzione più centrale della retina. È la principale causa di perdita grave della visione centrale dopo i 55 anni.

La degenerazione maculare giovanile (o malattia di Stargardt) compare di solito fra i 15 ed i 30 anni, ha carattere scarsamente evolutivo e nella maggior parte dei casi comporta un visus residuo fra un minimo di 3/10 ed un massimo di 6/10.

Oltre a limitazioni del campo visivo le persone ipovedenti presentano gravi difficoltà nel controllo del movimento degli occhi, un’alterazione della percezione del colore e una distorsione delle immagini.

Fortunatamente esistono ausili visivi specifici che aiutano a migliorare la qualità della vita, permettendo alle persone di mantenere il più possibile le proprie abitudini quotidiane e la propria autonomia.

AUSILI VISIVI PER IPOVEDENTI

Soluzione ottiche

Per lontano

Sono ausili ottici costituiti da lenti con speciali design, che stabilizzano la fissazione eccentrica tipica di queste patologie e “spostano” la macchia (lo scotoma) fuori dal centro del campo visivo. Sono le lenti ideali per muoversi all’aperto, anche grazie alla possibile colorazione foto selettiva, che protegge gli occhi dai raggi UV e aumenta la sensibilità al contrasto, riducendo anche ampiamente l’abbagliamento.

Per vicino

Si compongono di occhiali ipercorrettivi, con o senza illuminazione integrata. L’elevato potere ingrandente di queste lenti rende più agevole la lettura e le attività da vicino, come il ricamo, le parole crociate, il gioco delle carte. L’illuminazione gioca un ruolo importante nell’aumento del contrasto visivo e agevola la messa a fuoco: per questo ci sono specifiche lampade con emissione di luce a lunghezze d’onda non fastidiose in caso di patologie della retina.

Per la protezione oculare 

Vengono usate lenti e filtri ad alta protezione retinica, con colorazioni fotoselettive a nanometri controllati. Le particolari colorazioni di queste lenti tagliano le lunghezze d’onda nocive, limitando fastidi come abbagliamento, fotofobia e scarsa sensibilità al contrasto. Le tinte più utilizzate sono le lenti arancioni per maculopatia. La scelta della colorazione e dei poteri delle lenti per maculopatia deve essere effettuata da un professionista della vista.

Lenti di ingrandimento

Sono disponibili anche con alti ingrandimenti e di diverse misure, ognuna dotata del proprio supporto e sistema di illuminazione, mantengono la massima trasparenza e la minor distorsione delle immagini.

Videoingranditori

I supporti visivi elettronici sono in grado di offrire soluzioni intelligenti per mantenere inalterato il comfort visivo. I videoingranditori garantiscono una qualità di riproduzione eccellente dell’immagine e dei colori reali, presentano design innovativo e dotazioni ad uso intuitivo e diversi gradi di ingrandimento e tonalità del contrasto. Sono disponibili in versione statica e anche portatile.

PARLA IL MEDICO OCULISTA

«È fondamentale avere un’alimentazione ed uno stile di vita equilibrati ma anche proteggere gli occhi dalla luce intensa con berretti con visiera e lenti da sole – suggerisce Alfredo Pece, presidente della ‘Fondazione Retina 3000’Quando la patologia è in fase iniziale, si cerca di evitare che peggiori con integratori alimentari contenenti sostanze ad azione anti-ossidante e anti-infiammatoria che agiscono proteggendo la retina e rallentando i fenomeni ossidativi, ovvero distruttivi, della macula. È stato dimostrato che alcune sostanze con funzione anti-ossidante possono rallentare la progressione della DMLE fino al 25% e avere un ruolo anche nella retinopatia diabetica, che rappresenta la complicanza micro vascolare più comune del diabete ed è la prima causa di cecità».

RUOLO DELL’OTTICO OPTOMETRISTA

Gli ottici optometristi specializzati in ipovisione sono a disposizione di chi lo necessita per offrire un’adeguata misurazione della funzione visiva, individuare il fabbisogno di ingrandimento, filtri selettivi o dell’ausilio visivo più adatto e per istruire la persona nell’utilizzo del dispositivo e supportarla nel suo percorso.

Le persone che hanno una riduzione drastica della vista non hanno più autonomia per effettuare le attività abituali, quindi il compito dell’ottico optometrista insieme al medico oculista ed alle altre figure che si occupano di ipovisione è quello di utilizzare il residuo visivo rimasto nel suo massimo potenziale per aiutare la persona a ritrovare l’autonomia perduta.

Perdere la vista non significa rinunciare a tutte le attività, ma può significare, per alcune, imparare a svolgerle in modo diverso sfruttando al massimo il residuo visivo disponibile.